Attualità

09 aprile 2018

10:23

Facebook nel mirino dell’Antitrust italiana

Roma – Dopo lo scandalo internazionale del ‘datagate’ legato alla società Cambridge Analytica, anche l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato italiana ha avviato un procedimento istruttorio nei confronti di Facebook  per presunte pratiche commerciali scorrette. Nel mirino, a quanto si legge dalla nota diffusa dall’Antitrust, l’informativa fornita in fase di registrazione alla piattaforma Facebook, “con riferimento alle modalità di raccolta e utilizzo dei dati degli utenti a fini commerciali, incluse le informazioni generate dall’uso da parte dell’utente Facebook di app di società appartenenti al gruppo e dall’accesso a siti web/app di terzi”, ma anche l’automatica attivazione della piattaforma di scambio dei propri dati da/a terzi operatori “per tutte le volte che l’utente accederà o utilizzerà siti web e app di terzi, con validità autorizzativa generale senza alcun consenso da parte dell’utente, con sola facoltà di opt-out”. In particolare, l’opzione a disposizione dell’utente di rinunciare o meno a tale modalità risulterebbe preimpostata, tramite spunta nell’apposita casella, sul consenso al trasferimento dei dati.

Secondo l’Autorità, tali comportamenti potrebbero integrare due distinte pratiche commerciali scorrette in violazione degli artt. 20, 21, 22, 24 e 25, del Codice del Consumo. Da un lato, Facebook non informerebbe adeguatamente e immediatamente, in fase di attivazione dell’account, l’utente dell’attività di raccolta e utilizzo, a fini commerciali, dei dati che egli cede. Dall’altro, avrebbe esercitato un indebito condizionamento nei confronti dei consumatori registrati, i quali, in cambio dell’utilizzo di Facebook, presterebbero il consenso alla raccolta e all’utilizzo di tutte le informazioni che li riguardano (informazioni del proprio profilo FB, quelle derivanti dall’uso di FB e dalle proprie esperienze su siti e app di terzi), in modo inconsapevole e automatico, tramite un sistema di preselezione del consenso e a mantenere lo status quo per evitare di subire limitazioni nell’utilizzo del servizio in caso di deselezione.




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